Sui passi di Celestino [focus] Le grotte di Stiffe

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L’approfondimento di questa settimana ci porta a scoprire una bellezza naturalistica del nostro territorio.

LE GROTTE DI STIFFE

Le grotte di Stiffe sono situate presso Stiffe, nel comune di San Demetrio ne’ Vestini e rappresentano uno dei fenomeni carsici più conosciuti dell’Italia centrale. Le cavità sono state prodotte dalla presenza di un fiume sotterraneo, le cui acque provengono dall’inghiottitoio dell’Altopiano di Rocca di Mezzo e si estendono per 1000m, di cui 700 sono aperti al pubblico e visitabili attraverso un percorso turistico.

Lo scenario all’interno delle grotte è fantastico: l’ingresso si apre alla base di una parete rocciosa a strapiombo, di colore bianco candido, per diventare gradualmente più scura per la presenza di ossidi metallici trasportati dal fiume nel corso dei millenni. Qui sono presenti varie cavità, tra cui la Grotta dei Briganti e un’altra in cui sono stati ritrovati resti archeologici risalenti al Neolitico ed Eneolitico. Attraverso un canyon si giunge alla Sala del silenzio e alla Sala della cascata, dove l’acqua compie un salto di 20 m dalla parete verticale rocciosa. Per mezzo di una scalinata artificiale si accede alla sommità della cascata, dove il belvedere permette di ammirare l’ambiente sottostante e da qui si può continuare il percorso nella Sala delle concrezioni, più silenziosa e affascinante per la presenza di stalattiti e vele semitrasparenti. In seguito si arriva nella parte più antica della grotta, sormontata da una sinuosa vela e altre affascinanti concrezioni, mentre in basso troviamo numerose stalagmiti. In un ambente chiuso ai turisti per la sua delicatezza, si scorge il lago nero, calmo e piatto, sovrastato da una parete fossile, nelle cui concrezioni e colonne sono custoditi i resti fossili di pipistrelli in perfetto stato di conservazione. L’ultima cascata si trova in una camera completamente invasa da un lago profondo 5 m, che rende il loro impatto fragoroso e accentua il fascino emozionante della sala.

Accanto alle grotte è stato costruito il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera, che custodisce importanti reperti archeologici tra cui uno scheletro intatto di Ursus Speleus, un primitivo orso delle caverne, ed il calco dell’originale teschio di Broken Hill.