Sui passi di Celestino [focus] Castelvecchio Subequo

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Questa volta andiamo a conoscere meglio un borgo aquilano attraversato dalla prossima passeggiata.

CASTELVECCHIO SUBEQUO

Il piccolo paese sorge su una collinetta ai piedi del monte Sirente ed è ricco di monumenti medievali, rinascimentali e barocchi, nonchè di siti archeologici.

Le sue antiche origini paleocristiane sono avvalorate dal ritrovamento delle catacombe di Colle Moro e dalla presenza di pavimenti musivi, resti di un tempio dedicato ad Ercole, terme, acquedotti, fortificazioni e numerosi reperti scultorei, monete, anfore e gioielli.

Castelvecchio Subequo era l’antica Superaequum, una delle tre capitali dei Peligni, mentre con i Longobardi assunse il nome di Onuffolo, che perse in età normanna. In seguito diventò feudo di numerose famiglie come i conti di Celano, i Piccolomini, i Colonna, i Baroni Pietropaoli, i Colabattista e del principe Urbano Barberini.

Nel 1296 San Francesco passò per il borgo e fu ospitato dai conti di Celano nel castello di Gagliano Aterno, e la sua successiva presenza, fino al 1222, fece avviare la costruzione di un convento, terminato nel 1261. In seguito fu ampliata la chiesa attigua al convento, consacrata nel 1288, raro esempio di architettura francescana su tre navate. In fondo alla navata di destra c’è la cappella gotica di San Francesco contenente affreschi del Trecento sugli episodi salienti della sua vita. Nel Settecento la struttura subì trasformazioni che ne alterarono il suo stato originale, riportato alla luce dal restauro del 1931, ma fu arricchita dal pregiato altare maggiore in ebano, alto 8 metri, corredato di 27 statue lignee, commissionato dai Pietropaoli.

Nei secoli la chiesa e il convento hanno ricevuto doni che costituiscono il Tesoro di San Francesco, tra cui: la Pasquarella, una statuetta in argento del 1412; un cofanetto in stagno del XIV secolo; sei reliquari d’argento e rame dorato del XV secolo, una croce d’altare d’argento dorato del 1403; un reliquario di scuola sulmonese del XIV secolo.

Ancora oggi la devozione a San Francesco d’Assisi è molto sentita, anche per la presenza secolare in paese dei frati Minori Conventuali, e ogni anno il borgo festeggia con riti religiosi e civili che si svolgono il 16 e 17 settembre (Stimmate) e il 3 e 4 ottobre (Transito), attirando anche numerosi pellegrini.

Le altre architetture religiose sono: la Chiesa di San Giovanni Battista ed Evangelista, tardo-barocca; la Chiesa di Sant’Agata del 1114 costruita sopra un complesso termale, contenente un affresco della santa con i simboli del suo martirio e al cui esterno si trova una fonte trecentesca dove si celebra il rito taumaturgico nel giorno di Sant’Agata; la Chiesa di San Rocco, seicentesca in stile tardo romanico; la Chiesa di Santa Elisabetta di origini medievali, con un portale che mescola nella cornice elementi barocchi a bassorilievi romani.

Tra i palazzi più antichi troviamo Palazzo Lucchini – Ginnetti, rinascimentale-settecentesco, Palazzo Giorgi, in stile gotico, e Palazzo Catellato, che fu la principale fortificazione del borgo, con l’esterno settecentesco.