Sui passi di Celestino [focus] Goriano Sicoli e il fuoco del Morrone

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Per l’ultima passeggiata del ciclo “Sui passi di Celestino” vi portiamo nel borgo di Goriano Sicoli e con il corteo del Fuoco del Morrone.

GORIANO SICOLI

È un borgo abruzzese di origini medievali che affaccia sulla Valle Subequana. Fa parte della Comunità Montana del Parco Regionale Sirente-Velino della rete dei Borghi Autentici d’Italia.

Una parte delle abitazioni sono collocate sulla pendenza della collina, una posizione ereditata dal passato quando, proprio in quel luogo, sorgeva il maniero di cui ora si conservano solo le mura.

L’ingresso del borgo è dominato da archi gotici: Porta BagliucciPorta Baracca e Porta di Murro. Sono pochi i resti dell’antico castello ancora visibili poiché, nel 1593, l’imponente costruzione ha lasciato il posto alla Chiesa di S. Maria Nuova. Al suo interno è conservato un crocifisso ligneo policromo del ‘400 e l’edificio è chiuso da un portale rinascimentale.

Importante anche il patrimonio ambientale: il borgo è circondato da un bosco di oltre 50.000 metri quadrati, denominato “I Cerri”. Molto interessante anche la fontana pubblica monumentale.

Il borgo fu immortalato dal celebre artista incisore Maurits Cornelis Escher in una sua suggestiva opera grafica.

 

IL FUOCO DEL MORRONE

Come ogni l’anno, l’inizio delle celebrazioni della settimana del Perdono è segnato dall’accensione del tripode della Pace, la sera del 23 agosto. Questa operazione viene eseguita dal Sindaco, che riceve la fiaccola dall’ultimo dei tedofori del Movimento Celestiniano, l’organizzazione che da sempre cura la staffetta che parte da metà agosto dall’eremo di Sant’Onofrio, nei pressi di Sulmona, dove Pietro Angelerio da Morrone (divenuto poi Papa Celestino V) svolgeva la sua attività, e che raggiunge L’Aquila proprio il 23 agosto, attraversando tutta la Valle Subequana.

Un itinerario che ripercorre quello che Pietro Angelerio, una volta nominato Pontefice, percorse alla fine di agosto del 1294 per arrivare all’Aquila e ricevere le insegne papali nella Basilica di Collemaggio, da lui fatta costruire. Il percorso è lo stesso promosso dal Cammino del Perdono e che ha interessato le camminate di questi mesi