La Storia del Cammino


Sulle tracce degli antichi avvenimenti storici risalenti al XIII secolo in chiusura dell’epoca medievale, il Movimento Celestiniano ha ricostruito, secondo l’attuale visione geografica ed ambientale, quei percorsi spirituali ed umanistici che hanno caratterizzato quell’epoca tanto intensa quanto ricca di contrasti. Il Cammino del Perdono nasce dal desiderio di riscoprire quegli elementi e quei personaggi che favorirono la rappacificazione tra popoli da secoli in guerra a causa delle famigerate Crociate Cristiane. Il perdono fu la chiave che all’epoca ricondusse alla pace, alla fine delle crociate ed alla chiusura di quell’era buia e sterile chiamata Medio Evo, gettando le basi per la creazione della nostra moderna società e dei valori che oggi accomunano i popoli di tutto il mondo, anche quelli apparentemente in contrasto.Tra i luoghi più importanti dell’epoca, e sulla storia e la vita di San Pietro Celestino V e delle altre figure importanti di quel periodo (Federico II, il sultano al-Kamil, San Francesco D’Assisi), nascono cinque stupendi quanto unici percorsi turistici che attraversano mete sconosciute alle masse e garantiscono un viaggio non solo fisico, ma emotivo e trascendentale, legato ai culti cristiani ma intriso e ricco di tutte le culture e le religioni che nei secoli hanno fuso le loro esperienze. L’attuale condizione socio-politica, gli attriti tra le religioni fondamentaliste, la riemersione della minaccia terroristica, riporta alla mente le condizioni di tensione dell’epoca medievale, anche se la situazione appare come ribaltata dopo quasi mille anni. Torna, perciò, ancora più attuale ed utile il messaggio di Perdono che riconduca alla speranza di pace ed alleanza tra popoli simili o diversi che siano.

Presa di Gerusalemme durante la Prima Crociata (1099)


Francesco d’Assisi e il sultano al-Kamil in un affresco di Benozzo Gozzoli

La capacità di perdonarsi e di accettarsi reciprocamente conduce inevitabilmente ad una condizione di equilibrio e di pace che nulla può compromettere. Questa esigenza storica rende il progetto del Cammino del Perdono ben più importante di un semplice percorso turistico. Attraverso di esso, infatti, è possibile comprendere meglio le condizioni ostiche del passato e le soluzioni che ricondussero alla tolleranza, alla pace ed all’accrescimento reciproco. E’ un polo di studi, è un percorso culturale, è uno strumento di valorizzazione dei territori ed è aperto a tutte le culture, a tutte le religioni, a tutte le persone di qualsiasi condizione sociale, poichè si pone il chiaro obiettivo di offrire una opportunità di crescita, di comprensione, di analisi, di socializzazione e di introspezione, unica al mondo in luoghi e condizioni assolutamente irripetibili che portano l’indissolubile marchio del “Perdono come strumento di Pace”.Il Cammino del Perdono quindi adopera lo stimolo e l’esigenza turistica per creare una condizione Emotiva e Culturale tale da non potersi classificare secondo una fascia di età, di reddito o di appartenenza religiosa con la chiara intenzione di affermarsi come modello di turismo sostenibile, interculturale ed interreligioso, sul piano internazionale globale. Non solo un sistema turistico fine a se stesso, quindi, ma un polo di ricerca e di ricostruzione dei processi di pace che segnarono la storia dell’umanità, mai così attuali, replicabili e futuribili. Un modello di convivenza, tolleranza ed arricchimento reciproco universale ed aperto a tutti gli esseri umani.



San Pietro Celestino V


La data e il luogo di nascita di Pietro Angeliero, futuro Papa Celestino V, sono sempre stati oggetti di contrasto fra gli storici. Sulla data di nascita la fonte più sicura, ormai accettata, è proprio quella della Vita C, che racconta che aveva 87 anni al momento della morte avvenuta il 19 maggio 1296, per cui possiamo fissare la data al 1209 o all’inizio del 1210.
La determinazione della località di nascita di Pietro, è stata invece da sempre motivo di discussione. Anche, se sempre nella Vita C, è riportato che Pietro era entrato novizio in convento a Santa Maria a Faifoli, località che si trovava nella provincia di cui lo stesso era oriundo. Ad oggi, sono quattro le località che vengono ugualmente accreditate dagli studiosi, non senza polemiche, come luogo di nascita di Celestino V: Isernia, Macchia di Isernia, S. Angelo Limosano (Campobasso), e S. Angelo di Alife(Caserta). I genitori erano Angelerio de Angeleri e Maria de Leoni, Pietro era l’ undicesimo di dodici figli.
Anche sulla sua estrazione sociale esistono divergenze. I più ritengono i genitori contadini, altri invece tendono ad accreditare che il capo famiglia Angelerio, pur non vantando origini nobiliari, quantomeno esercitasse un mestiere diverso da semplice “agricoltore” e fosse quindi di condizione molto più agiata. Il fatto poi che la madre fosse dotata del cognome, de Leoni, probabilmente indica, che non era certamente una donna di bassa condizione sociale. Rimasto orfano di padre i tenera età non risultarono ostacoli alla sua formazione religiosa che tutte le fonti antiche riportano essere avvenuta all’Abbazia di Faifoli, altre invece, più recenti, attestano essere avvenuta presso l’Abbazia della Ferrara di S. Angelo di Ravescanina – S. Angelo di Alife.

Eremo di S. Spirito nella Majella


Abbazia di S. Spirito al Morrone

Lasciato all’età di venti anni il cenobio, perché attratto dalla vita eremitica, Pietro ricercò negli anfratti ostili delle Majella, il perfezionamento alla vita spirituale, e nel 1237 si recò a Roma , per farsi consacrare sacerdote dell’ordine Benedettino e venne inviato dall’Ordine a perfezionare gli studi filosofici e teologici presso l’importante Abbazia di S. Giovanni in Verene (CH). Tornato sui monti abruzzesi, fonda eremi e monasteri esorcizzando i luoghi impervi chiamandoli “ S. Spirito”, “S. Angelo”, S. Onofrio”. Tanti giovani, affascinati dal personaggio e dalla sua vita, lo seguirono. Sui monti della Majella, nei pressi di Roccamorice, erige la casa madre della Congregazione dei penitenti dello Spirito Santo e la chiama S. Spirito. Nel 1259 ottiene il permesso di costruire l’Abbazia di S. Spirito al Morrone, nei pressi di Sulmona, allora capitale del regno di Federico II. La Congregazione fu annessa, mantenendo comunque la propria regola, nel più vasto Ordine dei Benedettini. La sua fama di santità e di innumerevoli miracoli operati si divulgò per ogni dove. Una delle sue dimore abituali era l’Eremo di S. Onofrio presso Sulmona. Nell’aprile del 1292 il Papa Niccolò IV moriva e il conclave dei cardinali elettori, riunitosi a Perugia, dilaniato da guerre fratricide, non riusciva ad eleggere il successore. All’inizio del 1294 la voce più autorevole e unanimemente rispettata, quella di Pietro da Morrone si leva con una accorata lettera indirizzata al collegio dei cardinali sollecitandoli a dare alla chiesa il pastore che il popolo di Dio reclama.


Il Collegio dei cardinali, “quasi divinitus inspirati” et “cum abundantia lacrimorum” elessero all’unanimità Pietro da Morrone a Sommo Pontefice che scelse il nome di Celestino V°. La notizia gli fu portata dai Cardinali al suo eremo di S. Onofrio da una delegazione di ecclesiastici e notai. Volle essere incoronato a L’Aquila all’abbazia di Collemaggio da lui stesso fatta costruire, nonostante le forti opposizioni dei cardinali. Il Magnifico corteo condotto da Carlo D’Angiò e da Carlo Martello e le relativi corti, con i cardinali al seguito e una folla festante, incredula e finalmente riscattata dalla condizione di “sudditanza” , parte da Sulmona il 25 luglio. Pietro da Morrone, rifiutando la carrozza predisposta per il lungo viaggio, sceglie un asinello come cavalcatura, sull’esempio di Gesù che entra a Gerusalemme osannato come Salvatore. Il giorno 27 luglio giunge a L’Aquila, la nuova Gerusalemme, costruita ad immagine e somiglianza della stessa città celeste, come Angelo del settimo sigillo ( il Papa celeste ) che apre le porte dello Spirito.
Il 29 agosto 1294 viene consacrato Papa e nello stesso giorno indice la Perdonanza, il primo giubileo della storia con una Bolla che sarà emanata il 29 settembre successivo. In questo modo, il ciclo virtuoso della riconciliazione dell’uomo con Dio, iniziato con il perdono di Assisi, assume il suo apice con l’istituzionalizzazione della riconciliazione come “atto necessario” e quindi “doveroso” per una civile convivenza.

 Celestino V, Papa della Chiesa Cattolica dal 29 agosto 1294 al 13 dicembre 1294



Affresco raffigurante il Santo Eremita, Pietro Angelerio. 

Il 6 ottobre 1294 Celestino sceglie Napoli come sede Papale e qui, disdegnando le sontuose residenze del castello, volle ricavarsi una cella nei sotterranei dove risiedere e praticare le penitenze cui era consueto. Il 13 dicembre, per diverse motivazioni sancite dalla sua lettera di rinuncia, ma anche forse per altre motivazioni ancora tutte da studiare ( non ultima l’impossibilità di affermare l’era dello Spirito ), Celestino V° si dimette. Dopo due elezioni nelle quali il Cardinale Matteo Rosso Orsini, nominato dal collegio, rifiuta la nomina, viene eletto il successore in Benedetto Caetani, col nome di Bonifacio VIII. Celestino tornò nei suoi eremi, in solitudine, ma Bonifacio VIII, saputo della crescente santità dell’anziano monaco, e temendo per uno scisma nella Chiesa, lo fa imprigionare presso la rocca di Fumone. Qui in una cella ricavata nella torre ebbe a ringraziare Dio così: “Ho desiderato tanto una cella ed una cella ho, siccome è piaciuto alla tua pietà, signore mio Dio” Il giorno 19 maggio 1296, l’ultimo giorno della settimana di Pentecoste consacrata dalla Chiesa allo Spirito Santo, Celestino V°, dopo l’esclamazione “ Omnia Mundi laudat Dominum” muore alla presenza miracolosa di una croce luminosa sospesa fino alla sua dipartita. Il 25 maggio 1296 il Santo Corpo fu trasferito con grande onore, con lunga processione di fedeli nella chiesa di S. Antonio a Ferentino dove vengono eseguite le esequie solenni alla presenza di Cardinali, Vescovi e Religiosi della Provincia e dove viene sepolto. Il 5 maggio 1313 nella cattedrale di Avignone, Clemente V° emanava la bolla di canonizzazione. Il 27 gennaio 1327 le spoglie del Santo furono trafugate e trasferite a L’Aquila, dove riposano nel mausoleo a lui dedicato ad opera dello scultore Girolamo da Vicenza all’interno della Basilica di Collemaggio.