Vantaggi per gli operatori


In linea generale il Cammino del Perdono è un grande progetto di aggregazione e sviluppo di quelle potenzialità del turismo e dei settori dell’indotto, ancora nascoste in territori considerati turisticamente “minori” ma che, in Europa, esprimono peculiarità uniche, e in ambito turistico-culturale rappresentano dei veri e propri attrattori caratterizzati da una forte carica di autenticità esperienziale. In particolare, grazie al coordinamento di queste potenzialità, il progetto, che si ispira ai valori e ai personaggi della grande storia a cui si riferisce, persegue l’incremento dell’attrazione turistica attraverso la valorizzazione sostenibile dei territori e delle persone, l’innovazione e la qualificazione dell’offerta turistica, l’attrazione di investimenti per interventi tangibili (infrastrutture) e intangibili (servizi). Aggregando gli attori coinvolti sotto un marchio di riferimento internazionale per il raggiungimento delle più ampie probabilità di “successo sistematico”, il Cammino del Perdono risponde quindi in modo puntuale alle esigenze proprie dei territori ritenuti “minori”  e rappresenta pertanto un’imperdibile occasione di potenziamento dell’offerta turistica e della sua competitività, soprattutto a livello internazionale, anche grazie ad una efficace comunicazione promozionale strategica. L’ospitalità, intesa qui in senso molto ampio, organizzata sul Cammino del Perdono, non può che .scaturire da questo substrato di elementi caratteristici che nello specifico vengono assunti come valori. Le strutture turistiche del Cammino del Perdono quindi partecipano effettivamente alla creazione della proposta turistico-culturale, divenendone parte integrante in quanto testimoni sul territorio di beni tangibili e intangibili, propri delle tradizioni, delle produzioni tipiche, delle usanze e più in generale della cultura del luogo. Il Cammino del Perdono quindi, partendo dai propri valori fondanti, appartiene al territorio, alla sua storia, alle tradizioni e a quanto tutto ciò ha prodotto nei secoli. In continuità di spirito e visione storica, oggi il Cammino del Perdono vuole rispondere ancora puntualmente ai bisogni della persona che lo fruisce e del territorio che lo racconta, rispettandone e valorizzandone i valori e le risorse. I narratori privilegiati di questo “racconto” sono appunto gli operatori turistici che accolgono, sostengono, rifocillano, informano e incoraggiano chi è già in cammino, ma anche chi non ha ancora pensato di farlo. Il loro ruolo è fondamentale per aprire le porte, oltre che della propria attività, anche delle unicità culturali, storiche, gastronomiche e paesaggistiche del proprio territorio. In termini di sviluppo locale questo significa “rivalutare gli asset disponibili facendo leva sul relativo indotto diretto e indiretto”  (Federturismo – Confindustria). Ai fini dello sviluppo sostenibile e multidisciplinare, questo vuol dire puntare a sostenere la tendenza propria del turismo di generare ricadute tali da superare addirittura il contributo diretto sul settore. Infatti se ad esempio nel 2014 il contributo diretto del settore turismo al PIL italiano rappresenta il 4,1% del totale, il contributo totale (e quindi considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti) si traduce nel 10,1% del PIL. (Fonte repubblica.it – dati 2014 WTTC). Se si aggiunge che in generale l’incidenza prodotta sull’occupazione è  a livello nazionale dell’11,4% (Repubblica.it – Economia e Finanza) si percepisce chiaramente l’importanza  di iniziative simili su territori attualmente in difficoltà dal punto di vista sociale e della economia diffusa.

Il team del Cammino del Perdono garantisce a tutti gli operatori convenzionati una adeguata formazione specificatamente turistica, ma anche legata agli aspetti strategici, comunicativi ed organizzativi che le strutture devono possedere, oltre che rispettare. Questo è un importante strumento di redditività indiretta poiché consente al singolo operatore di non restare isolato dal resto del sistema turistico globale, ma bensì di confrontarsi e di recepire le tendenze globali e la progressiva evoluzione delle percezioni dei turisti e degli utenti in generale. Il sistema integrato proposto dal Cammino del Perdono permette, inoltre, ai singoli operatori di beneficiare congiuntamente dei plus di un intero territorio, garantendo attrazione di utenti universali e non più di nicchia. Il comune che attira turismo .storico o religioso perché ospita un convento o un castello, beneficerà di nuovi utenti che hanno scelto il Cammino del Perdono per la presenza dei parchi e delle meraviglie naturalistiche, e viceversa. Un’offerta sempre integrata ed accomunata non più dal luogo in se, ma dalla correlazione che il luogo stesso ha nel significato complessivo che il Cammino del Perdono rappresenta. Naturalmente gli operatori potranno beneficiare di molti altri strumenti per la redditività riferibili a concetti molto più pratici e diretti come le aumentate prenotazioni per pernotti e ristoro, la rivendita di merchandising e prodotti tipici dei luoghi del cammino del perdono, l’organizzazione di visite guidate e molte altre iniziative positive per il rendimento produttivo delle singole attività coinvolte. Il Cammino del Perdono è anche promotore del recupero del territorio e, in quanto organo istituzionale, coordina una serie di attività propedeutiche a tal fine. Investitori individuali, associazioni, gruppi locali, imprenditori e chiunque abbia idee e volontà, possono trovare all’interno del cammino del perdono numerose possibilità per avviare attività ed iniziative di sicuro successo e redditività. Sono, ad esempio, molto numerose le strutture dall’enorme valore storico e culturale che dopo il sisma del 2009 versano in condizioni di abbandono e che, a volte anche con investimenti relativamente bassi, possono essere recuperate riportandole all’antico splendore. Molte di queste strutture, grazie al Cammino del Perdono, garantiscono risultati sicuri offrendo solide opportunità a chiunque abbia voglia di investire in questi splendidi ed unici territori. Il Cammino del Perdono inoltre garantisce affiancamento sia nella ricerca delle risorse più idonee, sia nell’affiancamento per lo sviluppo, la promozione e la successiva conduzione attraverso i servizi di formazione e controllo che l’organismo già svolge da diversi anni.


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Carta di accoglienza del Pellegrino

Il pellegrino è una Persona in cammino e in ricerca di qualcosa di profondo, che compie questa ricerca mettendo in discussione molto di se stesso, a volte tutto! Il cammino, che per il pellegrino è prima di tutto interiore, lo mette di fronte al distacco, alla fatica, alla solitudine, all’abbandono delle certezze. Durante il cammino quindi egli non può che affidarsi alle persone che incontra, dalle quali in un certo senso egli dipende. Per questo l’ospitalità del pellegrino è così importante: è un punto fermo in un periodo vissuto nella precarietà materiale e spirituale, scelta per raggiungere una meta interiore ancor prima che geografica. Chi ospita un pellegrino diventa quindi partecipe di un evento intimo, profondo, delicato. Ecco perchè, oltre ai requisiti di legge, la “Carta dell’ospitalità” del Cammino del Perdono individua i requisiti strutturali e gestionali del servizio, nonché gli impegni specifici, il cui rispetto da parte degli aderenti costituisce il presupposto e la linea di condotta per garantire al pellegrino una esperienza coerente alla propria aspettativa e al proprio status. Il rispetto della “Carta dell’ospitalità” del Cammino del Perdono inoltre supporta la riconoscibilità dei servizi di ospitalità dello stesso Cammino, con indiscutibili vantaggi anche per i singoli titolari delle strutture convenzionate. La filosofia sottintesa nella carta è l’impegno costantemente centrato sulla Persona, orientato ad un’accoglienza genuina e spontanea, ma allo stesso tempo non improvvisata. Disponibilità, garbo ed empatia caratterizzeranno l’agire dei “padroni di casa” che daranno modo all’ospite di percepire un’accoglienza amichevole e premurosa. Il pellegrino sicuramente stanco e probabilmente curioso, avrà bisogno di informazioni: gradirà essere “guidato” nella scoperta del territorio e della cultura della località in cui si trova. Ciò significa essere preparati, informati e mettere a disposizione dell’ospite materiale informativo di vario genere, conoscere e promuovere i servizi e le proposte turistiche, artigianali, culturali, enogastronomiche e di intrattenimento esistenti nel territorio. In particolare gli operatori dell’ospitalità del Cammino del Perdono mettono a disposizione la loro casa contribuendo a creare una ospitalità a misura d’uomo, attenta ed empatica; tendono ad uno stile sobrio, non consumistico, attento alla qualità ecologica, riscoprendo il valore della semplicità nella bellezza e nella relazione con tutte le creature; si prendono cura della salute degli ospiti scegliendo prodotti locali, biologici non geneticamente modificati, con la consapevolezza di realizzare un profondo legame con la Madre Terra. I punti cardine di questo tipo di ospitalità sono quindi l’attenzione nel rapporto umano, l’autenticità, il legame al territorio. Questi fattori, messi a disposizione dell’ospite, costituiranno il punto di forza del sistema di ospitalità che si intende tutelare e promuovere. Dal punto di vista strutturale non esiste una soluzione standard quanto piuttosto una serie di punti chiave da adottare con attenzione e continuità, come il posizionamento della struttura preferibilmente sui tracciati, l’dentificabilità e riconoscibilità con i simboli del cammino all’esterno ed all’interno della struttura, il rispetto della semplicità degli arredi e quando possibile un chiaro riferimento alla storicità, l’efficienza dei servizi che possono rivelarsi utili al turista (lavanderia rapida, preparazione colazioni al sacco, vicinanza con strutture religiose e di soccorso, ecc), l’accoglienza anche in orari notturni per chi fa tardi sul percorso o chi arriva in anticipo oltre a poter garantire una partenza anticipata. Altri parametri importanti nella selezione e nella formazione della struttura sono legati ad aspetti più sociali e psicologici, ad esempio l’apertura alla multiculturalità dimostrata con calore, simpatia ed attenzione alla persona, la presenza di personale “preparato” sul significato del pellegrinaggio, la disponibilità alla gratuità (almeno un caffè o una tisana o una mappa del territorio), l’attenzione alla preparazione del cibo e alla cura della genuinità ed essenzialità. L’adesione a “Il Cammino del Perdono” comporta numerosi ed evidenti vantaggi per i titolari delle strutture, i quali beneficeranno, rispettoi di visibilità, pubblicità ed impatto comunicativo premiante, nonché della possibilità di accedere ad eventuali finanziamenti per la promozione turistica.Allo scopo di mantenere un sufficiente orientamento all’aggiornamento e alla formazione sulle materie riguardanti l’ospitalità del pellegrino, “Il Cammino del Perdono” potrà organizzare momenti di formazione e confronto finalizzati ad aumentare le conoscenze degli aderenti e a favorire l’interscambio delle esperienze più innovative e positive acquisite.“Il Cammino del Perdono” può inoltre effettuare visite periodiche per valutare il rispetto dei requisiti presenti nella Carta dell’ospitalità, gli standard qualitativi offerti. Realizza un monitoraggio sull’attività generale e sulle segnalazioni pervenute; organizza e promuove incontri periodici rivolti ai titolari delle strutture dell’accoglienza lungo il cammino finalizzati alla formazione ed all’interscambio di esperienze.